PALERMO, TERRIBILE NUBIFRAGIO. CALAMITA' O INCAPACITA'?
- Roberto Di Maria
- 15 lug 2020
- Tempo di lettura: 2 min
L'acquazzone di ieri pomeriggio è bastato a trasformare la città di Palermo in un groviglio di fiumi in piena. Il filmato agghiacciante che potete vedere a corredo di questo articolo ci è giunto poco fa da Francesco, che ringraziamo. Diremmo immagini incredibili, se non fossimo abituati a certe scene in città: è stato girato nella zona di via Serradifalco, nel pieno centro di Palermo. Peggio, molto peggio sono andate le cose sulla Circonvallazione, dove si contano due morti, marito e moglie, rimasti intrappolati nella loro auto in un sottopasso.
Naturalmente, fatta salva l'eccezionalità dell'evento, le domande sorgono spontanee:
1) Viste le esperienze del passato, era proprio così difficile prevedere l'allagamento di tutti i sottopassi della circonvallazione?
2) In che condizioni erano caditoie, tombini e vasche di raccolta, e quando è stata effettuata l'ultima manutenzione del sistema di smaltimento delle acque meteoriche?
3) Esistono ancora in città i Vigili Urbani? Non era il caso di mobilitarli, in massa, per deviare il traffico dalle strade a rischio? O forse, come avviene annualmente per gli autisti AMAT, le ferie estive ne hanno ridotto la già scarsa presenza nelle strade cittadine?
4) Come mai non era stata diramata l'allerta meteo, ovvero soltanto una generica segnalazione in "giallo" appena ad est di Palermo?
Naturalmente, al Comune si difendono proprio facendo leva su quest'ultimo aspetto. ... Ma conoscendo la condizione delle strade palermitane, che si allagano anche per fenomeni molto meno intensi, non era proprio il caso di porre in essere un surplus di attenzione?
Ultima considerazione. Chissà se questo evento tragico meriti la dichiarazione dello stato di "calamità naturale", riconosciuto spesso a volentieri anche a chi ha subito una pioggerella, in giro per l'Italia. Meglio se verso nord...
Ringraziamo Paolo per le foto seguenti, riprese in serata dallo svincolo di viale Lazio.









Le montagne attorno la conca d'oro ci sono sempre state, certe scene le abbiamo viste solo l'altro ieri. Rifletti su questo.
mi chiedo se la pulitura dei tombini sarebbe bastata, e se il problema non sia più di tipo orografico-idrogeologico che di semplice natura manuntentiva. forse il collettore sud-orientale aiuterebbe. si dovrebbero fare delle opere idrauliche in grado di reggere a questi fenomeni. ci sono masse d'acqua che scendono da montagne brulle e urbanizzate, dove nessuno pensa di piantare un solo albero. la manutenzione va certamente fatta, ma non si può pretendere che l'acqua di tutte le montagne della conca d'oro venga smaltita dalle griglie dello svincolo einstein.
è dunque una città inguaiata, che avrebbe bisogno di anni di lavoro di messa in sicurezza idrogeologica a partire dai fiumi, dai torrenti e dalle montagne. ci concentriamo solo su quello che arriva…